CATTOLICESIMO INTEGRALE

 
Ultimo Urlo - Inviato da: Tergestinus - Giovedì, 09 Settembre 2010 00:01
San Gorgonio, Martire
Epikeia contro il messale di Roncalli

Epikeia contro il messale di Roncalli


1) La Sede Apostolica deve considerarsi formalmente (non materialmente) vacante ALMENO partire dal dicembre 1965, con la "promulgazione" del documento conciliare Dignitatis humanae personae. Questo non vuol dire che la Sede non potesse essere già vacante precedentemente, ma che la prova
certa di questa vacanza può essere data a partire da questa data.

2) La questione di seguire o meno le riforme liturgiche precedenti questa data (riforma delle rubriche e della settimana Santa sotto Pio XII; riforma delle rubriche sotto Giovanni XXIII; riforma liturgica di Paolo VI prima del N.O.M.) esula dalla questione della vacanza della Sede in genere e della Tesi di Cassiciacum in specie. Vi sono sacerdoti che aderiscono a questa Tesi e che adottano queste riforme (almeno quelle di Giovanni XXIII) ed altri, come quelli dell'Istituto, che non le applicano.

3) Una disciplina promulgata o anche solo autorizzata dalla Santa Sede e da un legittimo pontefice non può essere in se e per se cattiva, nociva, dannosa per le anime; questo vale anche per le rubriche liturgiche. Ciò non impedisce che si possa pensare prudentemente che una disciplina in vigore non possa e non debba essere eventualmente corretta dalla competente autorità, o essere stata poco opportuna, o diventare in determinate circostanze (per accidens) nociva.

4) I motivi che mi fanno pensare che le riforme liturgiche pre-conciliari pongano attualmente dei problemi li ho esposti ad esempio in Sodalitium, n. 11, pp. 8 ss, giugno 1986. Nella traduzione francese dell'articolo è stata aggiunta la spiegazione dei principi in base ai quali non seguiamo queste
riforme. Proverò a riassumerli.

5) Durante il pontificato di Pio XII, e anche quello di Giovanni XXIII (fino a prova del contrario) ogni sacerdote cattolico avrebbe dovuto accettare con obbedienza le riforme liturgiche da loro promulgate. E' quello che avrei fatto pur io. Queste riforme sono per se ancora cattoliche, e non sono in se cattive, nocive ecc. Questo avrebbe impedito ai medesimi sacerdoti, secondo la loro competenza in materia, di esprimere rispettosi dubbi sull'opportunità di queste riforme ed auspicare una riforma della riforma. Il fatto però che le riforme in questione erano promulgate dalla legittima autorità, fedele all'ortodossia cattolica, era più che sufficiente per tranquillizzare il clero ed i fedeli.

6) Queste riforme, essendo state promulgate dalla legittima autorità, sono ancora in vigore come legge liturgica della Chiesa.

7) Tuttavia, il Concilio Vaticano II e le successive riforme liturgiche hanno dimostrato che è in atto un tentativo di distruggere l'ortodossia della fede e la liturgia cattolica. Alcuni promotori di questa distruzione - ad esempio in campo liturgico - come Padre Annibale Bugnini,principale autore materiale delle riforme pre e post-conciliari, hanno dichiarato che la loro intenzione, già prima del Concilio, era quella di operare, a piccoli passi, la riforma liturgica post-conciliare che è per noi inaccettabile e che non può venire dalla Chiesa. Naturalmente Pio XII (ed eventualmente Giovanni XXIII) non poteva immaginare un tale tradimento della sua fiducia e uno svelamento di queste intenzioni. Quanto affermato in questo punto è un FATTO storico.

8) Ne segue che la situazione attuale è totalmente diversa da quella di prima del Concilio, sotto il glorioso pontificato di Pio XII. Allora regnava Pio XII, legittimo Papa. Oggi la Sede è formaliter vacante. Allora vigeva la fede cattolica ortodossa. Oggi una "autorità" illegittima divulga o lascia divulgare l'eresia. Allora la sede Apostolica difendeva i retti principi liturgici. Oggi vige la riforma post-conciliare. Allora non si immaginava e si poteva difficilmente immaginare che i liturgisti della Commissione per la riforma liturgica avevano in buona parte l'intenzione di distruggere la liturgia romana. Oggi lo sappiamo, ce lo hanno detto, e lo hanno fatto.

9) Tutti i moralisti cattolici insegnano che esiste una virtù (l'epicheia o equità; cf II-II, q. 120) che permette di non applicare la lettera di una legge positiva, quando questa legge in determinate circostanze diventa (per accidens, non per se) nociva, e contraria, di fatto, all'intenzione del
legislatore, e questo quando non è possibile ricorrere al legislatore (in questo caso assente, data la vacanza della Sede Apostolica).

10) A nostro parere è questo il caso delle riforma liturgiche preconciliari promulgate da una legittima autorità, è vero, ma preparate da liturgisti che si sono in seguito smascherati essi stessi come modernisti. In questo clima di rivoluzione liturgica è permesso, applicando prudentemente l'epicheia,
non mettere in pratica delle riforme liturgiche in se ortodosse ma attualmente per accidens rivelatesi preparatorie (nella mente dei liturgisti responsabili, non del Papa) alla distruzione della liturgia cattolica. Ciò facendo non si soddisfa alla lettera della legge, è vero, ma si pensa interpretare correttamente l'intenzione del legislatore, che non può essere che per il bene della Chiesa. Ammettiamo che altri invece preferiscano seguire la lettera della legge ed applicare dette riforme.

11) Quando, a Dio piacendo, tornerà l'ordine nella Chiesa e una legittima autorità, saremo pronti ad accettare ed applicare queste riforme liturgiche o altre, se detta autorità lo chiederà, pur auspicando però la loro abrogazione.

Don Francesco Ricossa
 

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